Baby boom nella Bible Belt

econdo l’entusiastica interpretazione di molti analisti, il record negativo del tasso di natalità fra le teenager americane è un meraviglioso segno dell’espansione della contraccezione e il sigillo definitivo della maturazione della coscienza sessuale. Il tutto corroborato da disuguaglianze economiche e sociali che apparentemente rendono ragionevole la rinuncia alla maternità a qualunque età, figurarsi fra i 15 e i 19 anni.
21 AGO 20
Immagine di Baby boom nella Bible Belt
Secondo l’entusiastica interpretazione di molti analisti, il record negativo del tasso di natalità fra le teenager americane è un meraviglioso segno dell’espansione della contraccezione e il sigillo definitivo della maturazione della coscienza sessuale. Il tutto corroborato da disuguaglianze economiche e sociali che apparentemente rendono ragionevole la rinuncia alla maternità a qualunque età, figurarsi fra i 15 e i 19 anni. La ricerca che mostra questa nuova conquista sociale è stata condotta dal Centers for Disease Control and Prevention, il centro federale che si occupa di malattie e che a tale categoria assimila una gravidanza precoce o non pianificata, e dice che nel 2010 34,4 teenager su mille hanno messo al mondo un figlio. Rispetto all’anno precedente si tratta di un calo del 9 per cento, mentre se si paragona il dato all’era del baby boom sembra di essere precipitati improvvisamente su un altro pianeta.
Gli osservatori che riducono ogni fenomeno a categorie economiche misurabili non mancano di sottolineare che il calo del tasso di natalità, dramma occidentale non recente, si è acuito dopo la crisi finanziaria del 2008 e le gravidanze fra le teenager sono anche il risultato di uno spostamento sociale ovvio: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi; una buona parte dei giovani appartiene alla prima categoria, ed è lì che si concentrano nascite indesiderate, da trattare alla stregua di patologie. L’eccezione è la Bible Belt, la cintura di stati del sud a forte presenza cristiana, la roccaforte di battisti ed evangelici dove Flannery O’Connor faceva scorrazzare personaggi dai nomi veterotestamentari e venditori di bibbie a domicilio. Il tasso di natalità in questa cinghia che abbraccia Georgia, Arkansas, Mississippi, Louisiana, Oklahoma, Texas e arriva fino a sfiorare l’Arizona, fra le teenager è decisamente più alto. Sarà perché sono gli stati più poveri, dicono gli economisti, ma si dà il caso che nel mondo rovesciato dalla crisi stati come il Texas siano il nuovo motore produttivo dell’America. Piuttosto si tratta di una correlazione di tipo religioso, peraltro già segnalata da uno studio del 2009 e confermata da un netto calo del numero degli aborti nella stessa area geografica. La natalità generale della Bible Belt è l’antidoto americano contro l’inverno demografico tanto amato dai secolaristi educati del New England.